Cosa sono le carte trevigiane o trevisane
In Italia, ogni angolo nasconde tradizioni e segreti unici. Anche quando parliamo di un semplice mazzo di carte da gioco possiamo trovare numerose varianti regionali. Tra queste, ci sono le carte trevigiane, di cui questo articolo esplorerà la storia e le caratteristiche.
Storia delle carte da gioco venete
I mazzi di carte trevigiane, anche dette trevisane o venete, sono storicamente usati in Veneto e in Friuli Venezia Giulia, a eccezione di Trieste.
La loro storia comincia già tra il XIII e il XIV secolo. Un museo nei Paesi Baschi conserva ancora un mezzo datato 1462 proveniente proprio dai dintorni di Venezia.
Già dalle origini, le carte di ogni seme (bastoni, spade, denari e coppe) erano decorate con delle corone, ma nel corso dei secoli subirono numerose modifiche una dopo l’altra.
In particolare, nel XIX secolo, fu introdotta la divisione delle figure a metà, mentre nel secolo successivo furono introdotte le trevisane “rivoltinate”, con la figura inserita in un disegno più complesso e ricco di dettagli. Le carte di ogni seme e categoria presentano spesso uno stemma di una casa reale.
Tra i marchi celebri che hanno permesso questo sviluppo in Veneto bisogna citare Dal Negro, attiva a Treviso sin dal 1756.
Il successo di questa azienda ha fatto sì che queste carte non venissero più utilizzate solo in Veneto e in Friuli Venezia Giulia: il suo stemma è ormai presente su tutto il territorio italiano e persino nel resto del mondo.
Quante sono le carte trevigiane
Un mazzo tradizionale di carte trevigiane conta 40 carte. Esistono tuttavia versioni più estese, ad esempio il mazzo da 52. Queste, oltre ai primi numeri e alle figure hanno anche l’8, il 9 e il 10 per ognuno dei quattro semi: coppe, bastoni, denari e spade.
Le carte della tradizione, però, vanno dall’asso al 7, per poi avere il fante, il cavallo e il re. Il valore di ogni singola carta del mazzo dipende dal gioco al quale si sceglie di giocare.
Non si tratta di piccoli dettagli: già tra giochi classici come scopa e briscola c’è una grande differenza, anche se solitamente il re vale 10. Ricordiamo però che per questi giochi basta la versione delle 40 carte.
Caratteristiche delle carte trevisane
Sono tante le caratteristiche che rendono un mazzo di carte trevisane distintivo. Prima di tutto, lo stile: è da lodare infatti la presenza di colori vivaci che manca ad altre carte italiane della tradizione, ma anche una certa ricercatezza nel design barocco.
Hanno una forma piuttosto allungata, e sono tra le carte più lunghe del mondo ludico italiano. Secondo alcuni, questo le rende anche più maneggevoli.
Un’altra caratteristica affascinante sta nei motti o modi di dire (alcuni dei quali molto famosi) che troviamo sui quattro assi di tutti i semi presenti nel mazzo. Su asso di coppe, ad esempio, c’è scritto “Per un punto Martin perse la capa”; su asso di denari troviamo il motto “Non val saper a chi ha fortuna contra”.
“Se ti perdi tuo danno” appare invece sulla fascia che circonda asso di bastoni così pieno di colori, mentre asso di spade reca la scritta “Non ti fidar di me se il cuor ti manca”. Anche queste frasi hanno contribuito a rendere unico e iconico lo stile dei mazzi di carte trevisane.
Nella prossima sezione, scopriremo per quali giochi queste carte venete possono essere usate per giocare in famiglia o con altri amici.
Giochi per le carte trevigiane
Tra i giochi più comuni che le carte trevisane offrono ci sono i grandi classici italiani come la Scopa, la Briscola e il Tressette.
Nella Scopa, l’obiettivo è accumulare il maggior numero di carte possibile, cercando di combinare le carte presenti sul campo con una delle loro in base al valore che hanno.
Qui le carte hanno valori diversi in base alla variante specifica, ma tra quelle più celebri c’è il sette di denari, anche detto “settebello”, che da solo vale un punto.
La Briscola è un gioco in cui si gioca in due o in gruppo, e in quest’ultimo caso bisogna formare due squadre. Anche qui bisogna prendere le carte sul tavolo in base alle carte che si hanno in mano, e sono tante le possibili strategie per ottenere più punti o bloccare gli avversari.
Il Tressette è un altro gioco di squadra: partecipano quattro giocatori divisi in due coppie. Di nuovo, l’obiettivo è cercare di ottenere più carte attraverso la cooperazione dei membri della stessa squadra.
Le carte trevigiane consentono di giocare a giochi tipicamente veneti come il Foracio (Foraccio), che fa parte della stessa categoria della Scopa, o la Vecia, una variante del dell’Uomo Nero, nella quale i giocatori devono scartare le proprie carte senza rimanere con il fante di spade.
Proprio la carta del fante di spade, la cui testa è infilzata su una delle spade, è detta in questa variante la “Vecia”. Attenti però a non giocare troppo con la fortuna: le carte stesse vi mettono in guardia, ricordandovi che “per un punto, Martin perse la capa” e che “se perdi tuo danno”!
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